Arancio degli Osagi nel Parco delle Terme

Nel vasto panorama della flora mondiale, esistono piante che portano con sé non solo la bellezza estetica, ma anche una ricca storia di utilizzo e significato. La Maclura pomifera, appartenente alla famiglia delle Moraceae, è una di queste piante, conosciuta per le sue caratteristiche peculiari e per il suo ruolo nelle tradizioni e nei mestieri antichi.

Originaria del Nord America, la Maclura pomifera è conosciuta con diversi nomi, tra cui “Osage orange”, “arancio degli Osagi” (dal nome della tribù indiana che viveva nell’area dove cresceva la pianta), “gelso del Texas” o “legno d’arco”. Quest’ultimo nome deriva dalla flessibilità e dall’elasticità del suo legno, ideale per la costruzione di archi, un’abilità che ha contribuito alla sopravvivenza e al benessere delle comunità native americane.

Le radici e la corteccia della pianta sono state utilizzate per secoli dai popoli indigeni per ricavare un pigmento giallastro chiamato “morina”, utilizzato per tingersi il viso durante cerimonie e riti religiosi. Questo pigmento è stato considerato uno dei migliori coloranti naturali, apprezzato per la sua vivacità e durata nel tempo.

Arancio Degli Osagi

La storia della Maclura pomifera inizia a essere tracciata nel 1811, quando Thomas Nuttall la descrisse per la prima volta e le attribuì il nome del suo amico geologo William Maclure. Nel corso del XIX secolo, questa pianta fu introdotta in Europa e, successivamente, in Italia, in particolare nelle regioni della Toscana e del Lazio, dove è conosciuta con il nome di “moro degli Osagi”.

Questa pianta si adatta bene alle nostre latitudini, tipicamente trovandosi in aree soleggiate aperte. È altamente tollerante alla siccità e cresce in una vasta gamma di tipi di terreno e condizioni di umidità del suolo. È spesso presente nei parchi pubblici e nei giardini italiani, aggiungendo un tocco di esotismo e storia alle nostre terre.

Oltre al suo utilizzo storico come fonte di pigmento, la Maclura pomifera offre altre applicazioni. Il suo colore giallo brillante è ampiamente apprezzato per la tintura di tessuti come lana e cotone. La morina, estratta dalle radici, può essere combinata con altre sostanze coloranti per creare una vasta gamma di tonalità, offrendo un’alternativa naturale e sostenibile ai coloranti sintetici.

Così, la Maclura pomifera si inserisce nel tessuto della storia e della cultura, portando con sé il ricordo delle antiche tradizioni e offrendo nuove possibilità nell’ambito della sostenibilità e della creatività. Con la sua presenza vibrante e la sua storia affascinante, questa pianta continua a ispirare e a connettere le persone attraverso il tempo e lo spazio.

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